Università degli Studi di Pavia - Facoltà di Scienze MMFFNN

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Ranzani Guglielmina Nadia

Qualifica:
Professore ordinario
Ricevimento:
Sono sempre disponibile: fissare un appuntamento mediante messaggio di posta elettronica.
E-mail:
guglielmina.ranzani (at) unipv.it
Telefono:
+39.0382.985564
Fax:
+39.0382.528496
Sito web:
http://ipvgen.unipv.it/
Dipartimento:
Dipartimento di Biologia e Biotecnologie "L. Spallanzani"

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Elenco appelli e prove

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Curriculum

C.V.S.

Formazione - laureata in S. Biologiche presso l'Università di Pavia nel 1974 (110/110 e lode); specializzata in Biofisica (Univ. di Pavia) nel 1977 (50/50 e lode).
Ruoli - assegnista (1976-81) e quindi ricercatore (1981-87) presso il Dip. di Genetica e Microbiologia dell’Università di Pavia; professore associato di Genetica Umana presso l'Università di Camerino (1987-90) e presso l'Università di Pavia (1990-2001). Vincitrice di un concorso per idoneità a professore di prima fascia, è nominata, con decorrenza 1/10/2001, professore straordinario (settore s.d. BIO/18-genetica) presso la Facoltà di Scienze dell'Università di Pavia. Dall'Ottobre 2004 è professore ordinario presso la stessa facoltà, dove è titolare dell'insegnamento di Genetica Umana per S. Biologiche.
Esperienze di ricerca all'estero - borsista per 10 mesi (1976-77) presso il Dip. di Genetica Umana dell’Università di Leiden (Olanda); titolare per due anni (1981-83) di una “long-term EMBO fellowship” presso il Dip. di Biologia Animale dell’Università di Ginevra (Svizzera); "maitre assistant" per sei mesi (1984) presso la stessa Università.
Attività scientifica - dopo essersi occupata di variabilità genetica nell'uomo, si è occupata di genetica dei tumori. In particolare, ha studiato le lesioni genetiche coinvolte nella genesi e progressione dei tumori sporadici ed ereditari dell'apparato digerente (cancro gastrico e cancro del colon) ed ha partecipato a studi collaborativi per la caratterizzazione di famiglie italiane con HNPPC (sindrome di Lynch) e con FAP (poliposi ereditarie). Nel 1998 ha fatto parte, su invito dell’NCI a Bethesda, di un gruppo internazionale di esperti chiamati a stabilire i criteri consenso per la determinazione dell’instabilità nei tumori del colon. Ha pubblicato 78 lavori in extenso su riviste internazionali con Impact Factor, 6 "reviews" e 2 capitoli in libri di testo. Ha presentato circa cento comunicazioni a congressi nazionali ed internazionali ed ha tenuto numerosi seminari e relazioni su invito in Italia e all'estero.
E’ stata membro del direttivo A.G.I. (associazione Genetica Italiana). Dal 2000 al 2002 è stata Coordinatore del Gruppo Italiano per lo Studio dei Tumori Colorettali Ereditari. Dal 2002 al 2004 è stata Presidente dell’Associazione Italiana per lo Studio della Familiarità ed Ereditarietà dei Tumori Gastrointestinali (A.I.F.E.G.). Dal 2004 al 2006 è stata coordinatore nazionale di un progetto PRIN riguardante la caratterizzazione genetica di famiglie con predisposizione ereditaria al cancro del colon.
Attività organizzative - direttore della Scuola di Specializzazione in Genetica Applicata della Facoltà di Scienze a partire dall'anno accademico 1999-2000; vice-presidente del Consiglio di Corso di Laurea in Scienze Biologiche per il triennio 1999-2002; dal 1/11/2003 al 1/11/2009 è stata direttore del Dipartimento di Genetica e Microbiologia dell'Università di Pavia; dal Novembre 2009 è Direttore dalla Scuola di Alta Formazione Dottorale dell'Università di Pavia.

Temi di ricerca

Tematiche di Ricerca

 

RIARRANGIAMENTI GENOMICI IN TUMORI COLORETTALI E METASTASI EPATICHE ASSOCIATE


LE POLIPOSI ADENOMATOSE FAMILIARI DEL COLON

Progetti di ricerca

RIARRANGIAMENTI GENOMICI IN TUMORI COLORETTALI E METASTASI EPATICHE ASSOCIATE
 

La formazione di tumori secondari, o metastasi, a partire da un tumore primario è un processo estremamente complesso che prevede: l’invasione dello stroma, la permeazione della parete vascolare, il passaggio delle cellule al flusso ematico ed il loro arresto in un nuovo organo, il mantenimento della capacità proliferativa e la neo-angiogenesi. Al fine di spiegare il potenziale metastatico da parte delle cellule tumorali, sono stati finora proposti diversi modelli. Secondo il modello più accreditato, il potenziale metastatico sarebbe acquisito da un numero esiguo di cellule tumorali, in una fase tardiva della progressione. Un modello alternativo prevede invece che la capacità di dare origine a metastasi sia una proprietà intrinseca; esisterebbe cioè una sorta di “marcatura molecolare” che, se presente, caratterizzerebbe l’intera massa tumorale; una variante di tale modello suggerisce che, all’interno del tumore con potenziale metastatico, possano essere presenti sottopopolazioni cellulari con destino metastatico organo-specifico.
Allo scopo di contribuire allo studio delle metastasi da cancro colorettale, abbiamo analizzato alcune lesioni genetiche in carcinomi con e senza metastasi e in metastasi epatiche associate.
Il nostro lavoro è consistito nel valutare la presenza, nei tumori con e senza metastasi e nelle metastasi epatiche, di lesioni genetiche per cui è già stato dimostrato un ruolo nella progressione del carcinoma colorettale. In particolare, a partire dal DNA estratto da sezioni di tessuto, abbiamo ricercato, mediante tecniche molecolari diverse, alterazioni somatiche nei geni KRAS, BRAF e TGFBR1, e nel locus microsatellite BAT26.
Stiamo al momento analizzando i campioni di DNA mediante MLPA (Multiplex Ligation-dependent Probe Amplification), una tecnica basata sull’uso di sonde molecolari che consente di individuare estesi riarrangiamenti genomici (delezioni/amplificazioni) non rilevabili con metodi molecolari convenzionali basati sull’analisi diretta di prodotti di PCR. In particolare, l’approccio da noi utilizzato permette l’analisi di 41 sequenze diverse di cui 38 corrispondenti a geni cancro associati.
L’amplificazione di un dato oncogene o la delezione di un dato gene oncosoppressore, se trovata frequentemente nei tumori e/o nelle metastasi, suggerisce che il gene presente nella regione riarrangiata possa avere un ruolo nel processo di tumorigenesi e/o di metastatizzazione. D’altro canto, il metodo utilizzato consente anche una “visione generale” di più regioni genomiche contemporaneamente, fornendo così una misura dell’instabilità del genoma associata e non associata ad un meccanismo selettivo.

LE POLIPOSI ADENOMATOSE FAMILIARI DEL COLON
 
La Poliposi AdenomatosaFamiliare (FAP: Familial Adenomatous Polyposis) [OMIM 175100] è una patologia ereditaria trasmessa in modo autosomico dominante a penetranza completa. L’incidenza della FAP è di circa 1 caso su 10000 nati vivi; la sindrome è causa di circa l’1% di tutti i tumori colorettali.
La malattia è caratterizzata dallo sviluppo di centinaia-migliaia di polipi adenomatosi colorettali nella seconda-terza decade di vita. I pazienti non sottoposti a colectomia profilattica sviluppano un cancro colorettale ad un’età media di circa 40 anni. E’ possibile che pazienti con FAP sviluppino anche manifestazioni extra-coliche. Complessivamente, la malattia presenta un fenotipo molto variabile, sia a causa delle diverse combinazioni con cui si presentano le manifestazioni extra-coliche, sia, soprattutto, per il numero variabile di adenomi e per l’età di insorgenza del cancro.
Oltre alla forma “classica” di FAP è possibile identificare una cosiddetta poliposi attenuata (Attenuated Familial Adenomatous Polyposis: AFAP). L’AFAP è una variante fenotipica della FAP caratterizzata dallo sviluppo di meno di 100 adenomi. Il rischio di cancro negli individui AFAP, in relazione all’età, è inferiore rispetto a quello della FAP.
Il gene responsabile della malattia (FAP ed AFAP), denominato APC, è un oncosoppressore, localizzato sul braccio lungo del cromosoma 5, il cui prodotto ha un ruolo nel “pathway” di trasduzione del segnale WNT. Solitamente, un allele mutato di APC viene ereditato da un genitore affetto; l’acquisizione di una seconda mutazione somatica in una cellula epiteliale del colon dà l’avvio allo sviluppo dell’adenoma (modello dei due “hit”).
Sia poliposi “classica” che attenuata possono essere associate, oltre che al gene oncosoppressore APC, al gene MUTYH. La patologia associata a MUTYH è denominata comunemente MAP (MUTHY Associated Polyposis) ed è trasmessa in modo autosomico recessivo. Il gene MUTYH, situato sul braccio corto del cromosoma 1, fa parte del sistema del BER (Base Excision Repair). Il BER ha il compito di prevenire mutazioni causate dal danno ossidativo ed in particolar modo di rimuovere la 8-oxo-7,8-diidro-2’- deossiguanina (8-oxodG). Questa base modificata è in grado di appaiarsi sia alla citosina sia all’adenina durante la replicazione del DNA causando trasversioni G:C>T:A nei successivi cicli replicativi. Nei pazienti con MAP, il mancato funzionamento di MUTYH porta da un accumulo di trasversioni lungo il DNA. Il gene APC sembra rappresentare un bersaglio preferenziale per tale accumulo e, di conseguenza, può venire inattivato a livello somatico. La sua perdita funzionale nell’epitelio colico conferisce alle cellule un vantaggio proliferativo e viene quindi selezionato a favore, avviando così il processo di tumorigenesi.

ALTERAZIONI COSTITUTIVE DI APC: CARATTERIZZAZIONE DELLE DELEZIONI

Opportuni approcci sperimentali hanno consentito di dimostrare che il 10-15% dei pazienti FAP, apparentemente privi di mutazioni di APC, è in realtà portatore di delezioni dell’intero locus APC o di porzioni di esso (delezioni di singoli esoni).
Dopo aver individuato, mediante la tecnica dell’MLPA, pazienti con delezioni costitutive di APC, sia intrageniche che estese (da 30 sino addirittura a 940Kb in un paziente), abbiamo cercato di mappare e caratterizzare i punti di rottura-riunione. A tale scopo, oltre all’MLPA, è stata utilizzata la long-range PCR, l’array-CGH (Comparative Genomic Hybridization), il sequenziamento del DNA e l’analisi di sequenze mediante l’uso di varie banche dati. L’interesse del lavoro era quello di stabilire, oltre a possibili correlazioni genotipo/fenotipo, quali fossero le sequenze coinvolte nelle delezioni e quali potessero essere i meccanismi che le hanno generate. La caratterizzazione della natura e struttura delle sequenze capaci di mediare riarrangiamenti possono fornire importanti informazioni generali sulla plasticità del genoma umano e, in ultima analisi, sui meccanismi che ne hanno determinato l’evoluzione.
I risultati ottenuti hanno permesso di stabilire che:
- non esistono “hot spot” di rottura e riunione poiché tutte le delezioni di APC, sia intrageniche che estese, sono diverse fra loro;
- nei riarrangiamenti sono coinvolte diverse sequenze, ma comunque sequenze altamente ripetute (famiglia SINE o LINE) localizzate in introni o in regioni intrageniche;
- la ricombinazione omologa tra sequenze ripetute è il probabile meccanismo causa delle delezioni.
A fronte di un’eterogeneità molecolare, abbiamo osservato anche un’eterogeneità fenotipica: non abbiamo infatti trovato correlazioni genotipo/fenotipo, cioè correlazioni tra natura ed estensione delle delezioni (comprendenti in alcuni casi anche altri geni associati ad APC) e caratteristiche cliniche dei pazienti portatori dei riarrangiamenti.


ALTERAZIONI COSTITUTIVE DI MUTYH: CARATTERIZZAZIONE FUNZIONALE DI MUTAZIONI DI INCERTO SIGNIFICATO PATOGENETICO

Il nostro scopo è stato quello di caratterizzare funzionalmente varianti di MUTYH trovate in pazienti con MAP, ma di incerto significato patogenetico. Tale scopo è stato realizzato analizzando le proteine MUTYH umane mutate in un sistema sperimentale costituito da cellule di mammifero, senza dover disporre di materiale biologico ottenuto direttamente dai pazienti.
Il nostro approccio metodologico si è basato su due strumenti: fibroblasti embrionali derivati da un topo knockout Mutyh-/- ed un vettore di espressione contenente la sequenza di cDNA del gene MUTYH umano. Mediante mutagenesi sito-specifica è possibile creare MUTYH-cDNA contenenti le mutazioni di interesse quali: mutazioni patogenetiche (note o sospette), varianti polimorfiche ed aplotipi individuati nei pazienti. I costrutti sono stati trasfettati nelle cellule di topo difettive per Mutyh; le cellule esprimenti le proteine mutate sono state selezionate e sottoposte a successive analisi. In particolare, le linee cellulari, trattate/non-trattate con agenti ossidanti, sono state caratterizzate per tutta una serie di parametri che danno una misura della capacità riparativa delle cellule ed in particolare della capacità di MUTYH di legarsi al DNA e di rimuovere il danno ossidativo.
Accanto a questo studio “cell-based”, abbiamo cercato di caratterizzare le proteine mutate anche da un punto di vista biochimico, mediante saggi in vitro. Le proteine umane mutate, prodotte in un sistema batterico e quindi purificate, sono state utilizzate per analizzare la loro capacità di legame a substrati specifici (misappaiamenti 8-oxoG:A oppure 2-OH-A:G) e la loro efficienza nel rimuovere dal substrato l’Adenina “misappaiata”.
E’ interessante sottolineare che sia lo studio “cell-based” che quello in vitro hanno fornito risultati coerenti per le varie mutazioni. Questi approcci ci hanno permesso di attribuire un preciso significato funzionale ad alcune alterazioni di MUTYH trovate in pazienti con MAP e di dimostrare una capacità riparativa diversa per le varie proteine mutate. Le differenze riscontrate possono rappresentare un punto di partenza per futuri studi di correlazione genotipo-fenotipo. 

Pubblicazioni

Elenco dei soli lavori in extenso su riviste internazionali con I.F. a partire dal 1990

1.     DE GREGORI M, ALLEGRI M, DE GREGORI S, GARBIN G, TINELLI C, REGAZZI M, GOVONI S, RANZANI GN. How and why to screen for CYP2D6 interindividual variability in patients under pharmacological treatments. Submitted

2.     D’AGOSTINO VG, MINOPRIO A, BOSSA C, MARINONI I, TORRERI P, PETRUCCI T, ALBERTINI MA, RANZANI GN, BIGNAMI M, MAZZEI F. Functional analysis of mutant MUTYH proteins associated with familial adenomatous polyposis. Submitted

3.     Molatore S, Russo MT, D’Agostino VG, Barone F, Matsumoto Y, Albertini AM, Minoprio A, Degan P, Mazzei F, Bignami M, Ranzani GN. MUTYH mutations associated with familial adenomatous polyposis: functional characterization by a mammalian cell-based assay. HUMAN MUTATION (2010):159-66

4.     Ranzani GN, De Gregori S, De Gregori M, Govoni S, Regazzi M. Interindividual variability of drug transporters: impact on opioid treatment in cronic renal failure. EUROPEAN JOURNAL OF PAIN (2009) Suppl. 3:21-28

5.     De Gregori S, De Gregori M, Ranzani GN, Borghesi A, Regazzi M, Stronati M. Drug transporters and renal drug disposition in the newborn. Journal of Maternal-Fetal & Neonatal Medicine (2009) 22-Suppl.3:31-37

6.     Klug SJ, Ressing M, Koenig J, Abba MC, Agorastos T, Brenna SM, Ciotti M, Das B, Del Mistro A, Dybikowska A, Giuliano AR, Gudleviciene Z, Gyllensten U, Haws AL, Helland A, Herrington CS, Hildesheim A, Humbey O, Jee SH, Kim JW, Madeleine MM, Menczer J, Ngan HY, Nishikawa A, Niwa Y, Pegoraro R, Pillai M, Ranzani GN, Rezza G, Rosenthal AN, Roychoudhury S, Saranath D, Schmitt VM, Sengupta S, Settheetham-Ishida W, Shirasawa H, Snijders PJ, Stoler MH, Suárez-Rincón AE, Szarka K, Tachezy R, Ueda M, van der Zee AG, von Knebel Doeberitz M, Wu MT, Yamashita T, Zehbe I, Blettner M. TP53 codon 72 polymorphism and cervical cancer: a pooled analysis of individual data from 49 studies. THE LANCET ONCOLOGY (2009) 10:772-784

7.     GOVONI S, REGAZZI M, RANZANI GN. Pain and the pharmacogenetics at the fuzzy border between pain physiopathology and pain treatment. EUROPEAN JOURNAL OF PAIN (2008) Suppl. 2:5-12

8.     CATTANEO F, MOLATORE S, MIHALATOS M, APESSOS A, VENESIO T, BIONE S, GRIGNANI P, NASIOULAS G, RANZANI GN. Heterogeneous molecular mechanisms underlie attenuated familial adenomatous polyposis. GENETICS IN MEDICINE (2007) 9:836-841

9.     PONZ DE LEON M, BERTARIO L, GENUARDI M, LANZA G, OLIANI C, RANZANI GN, ROSSI GB, VARESCO L, VENESIO T, VIEL A. Identification and classification of HNPCC (Lynch Syndrome): adapting old concepts to recent advancements. Report from the Italian Association for the Study of Hereditary Colorectal Tumors Consensus Group. DISEASES OF THE COLON & RECTUM (2007) 50:2126-2134

10. VENESIO T, BALSAMO A, SFILIGOI C, FUSO L, MOLATORE S, RANZANI GN, RISIO M. Constitutional high expression of an APC mRNA isoform in a subset of Attenuated Familial Adenomatous Polyposis patients. JOURNAL OF MOLECULAR MEDICINE (2007) 85:301-308

11. CATTANEO F, VENESIO T, MOLATORE S, RUSSO A, FIOCCA R, FRATTINI M, SCOVASSI AI, OTTINI L, RANZANI GN. Functional analysis and case-control study of -160C/A polymorphism in the E-cadherin gene promoter: association with cancer risk. ANTICANCER RESEARCH (2006) 26:4627-4632

12. PERRI F, PIEPOLI A, BONVICINI C, GENTILE A, QUITADAMO M, DI CANDIA M, COTUGNO R, CATTANEO F, ZAGARI MR, RICCIARDIELLO L, GENNARELLI M, BAZZOLI F, RANZANI GN, ANDRIULLI A. Cytokine gene polymorphisms in gastric cancer patients from two Italian areas at high and low cancer prevalence. CYTOKINES (2005) 30:293-302

13. BARDELLA C, COSTA B, MAGGIORA P, PATANE S, OLIVERO S, RANZANI GN, DE BORTOLI M, COMOGLIO PM, DI RENZO MF. Truncated RON tyrosine kinase drives tumor cell progression and abrogates cell-cell adhesion through E-cadherin transcriptional repression. CANCER RESEARCH (2004) 64:5154-5161

14. MOLATORE S, RANZANI GN. Genetics of colorectal polyps. TECHNIQUES IN COLOPROCTOLOGY (2004) 8:S240-S243

15. VENESIO T, MOLATORE S, CATTANEO F, ARRIGONI A, RISIO M, RANZANI GN. High Frequency of MYH Gene Mutations in a Subset of Familial Adenomatous Polyposis Patients. GASTROENTEROLOGY (2004) 126:1681-1685

 16. GORRINI C, DONZELLI M, TORRIGLIA A, SUPINO R, BRISON O, BERNARDI R, NEGRI C, DENEGRI M, COUSIN MF, RANZANI GN, SCOVASSI I. Effect of apoptogenic stimuli on colon carcinoma cell lines with a different c-myc expression level. INTERNATIONAL JOURNAL OF MOLECULAR MEDICINE (2003) 11:737-742

 17. VENESIO T, BALSAMO A, RONDO-SPAUDO M, VARESCO L, RISIO M, RANZANI GN. APC haploinsufficiency, but not CTNNB1 or CDH1 gene mutations, account for a fraction of familial adenomatous polyposis patients without APC truncating mutations. LABORATORY INVESTIGATION. (2003). vol. 83, pp. 1859-1866 ISSN: 0023-6837.

 18. CANDUSSO M. E, LUINETTI O, VILLANI L, ALBERIZZI P, KLERSY C, FIOCCA R, RANZANI GN, SOLCIA E. Loss of heterozygosity at 18q21 region in gastric cancer involves a number of cancer-related genes and correlates with stage and histology but lacks independent prognostic value. JOURNAL OF PATHOLOGY (2002) 197:44-50

 19. DUVAL A, REPERANT M, COMPOINT A, SERUCA R, RANZANI GN, IACOPETTA B, HAMELIN R. Target gene mutation profile differs between gastrointestinal and endometrial tumors with mismatch repair deficiency. CANCER RESEARCH (2002) 62:1609-1612

 20. LAGHI L, RANZANI GN, BIANCHI P, MORI A, HEINIMANN K, ORBETEGLI O, RONDO-SPAUDO M, LUINETTI O, FRANCISCONI S, RONCALLI M, SOLCIA E, MALESCI A. Frameshift mutations of human gastrin receptor gene (hGARE) in gastrointestinal cancers with microsatellite instability. LABORATORY INVESTIGATION (2002) 82:265-271 (The first 2 authors equally contributed to this work)

 21. BIRINDELLI S, PERRONE F, OGGIONNI M, LAVARINO C, PASINI B, VERGANI B, PASINI B, VERGANI B, RANZANI GN, PIEROTTI M, PILOTTI S. Rb and TP53 pathway alterations in sporadic and NF1-related malignant peripheral nerve sheath tumors. LABORATORY INVESTIGATION (2001) 81:833-844

 22. CALIN G, RANZANI GN, AMADORI D, HERLEA V, MATEI I, BARBANTI-BRODANO G, NEGRINI M. Somatic frameshift mutations in the Bloom syndrome BLM gene are frequent in sporadic gastric carcinomas with microsatellite mutator phenotype. BMC GENETICS (2001) 2:14-20

 23. FIOCCA R, LUINETTI O, VILLANI L, MASTRACCI L, QUILICI P, GRILLO F, RANZANI GN. Molecular mechanisms involved in the pathogenesis of gastric carcinoma: interactions between genetic alterations, cellular phenotype and cancer histotype. HEPATO-GASTROENTEROLOGY (2001) 48:1523-1530

 24. SCOVASSI I, PELLEGATA NS, DI STEFANO L, PADOVAN L, NEGRI C, PROSPERI E, RIVA F, CIOMEI M, RANZANI GN. Effects of topoisomerase II inhibitors on gastric cancer cells characterized by different genetic lesions. ANTICANCER RESEARCH (2001) 21:2803-2808

 25. BIRINDELLI S, TRAGNI G, BARTOLI C, RANZANI GN, RILKE F, PIEROTTI MA, PILOTTI S. Detection of microsatellite alterations in the spectrum of melanocytic nevi in patients with or without individual or familial history of melanoma. INTERNATIONAL JOURNAL OF CANCER (2000) 86:255-261

 26. CALISTRI D, PRESCIUTTINI S, BUONSANTI G, RADICE P, GAZZOLI I, PENSOTTI V, SALA P, EBOLI S, ANDREOLA A, RUSSO A, PIEROTTI M, BERTARIO L, RANZANI GN. Microsatellite instability in colorectal cancer patients with suspected genetic predisposition. INTERNATIONAL JOURNAL OF CANCER (2000) 89:87-91

27. TENTI P, VESENTINI N, RONDO-SPAUDO M, ZAPPATORE R, MIGLIORA P, CARNEVALI L, RANZANI GN. p53 codon 72 polymorphism does not affect the risk of cervical cancer in patients from Northern Italy. CANCER EPIDEMIOLOGY BIOMARKERS & PREVENTION (2000) 9:435-438

 28. DUVAL A, IACOPETTA B, RANZANI GN, LOTHE RA, THOMAS G, HAMELIN R. Variable mutation frequencies in coding repeats of TCF-4 and other target genes in colon, gastric and endometrial carcinomas showing microsatellite instability. ONCOGENE (1999) 18:6806-6809

 29. FORMANTICI C, ORLANDI R, RONCHINI C, PILOTTI S, RANZANI GN, COLNAGHI MI, MENARD S. Absence of microsatellite instability in breast carcinomas with both p53 and c-erbB-2 alterations. JOURNAL OF PATHOLOGY (1999) 187:424-27

 30. RUDAN I, CAMPBELL H, RANZANI GN, STRNAD M, VORKO-JOVI A, JOHN V, KERN J, IVANKOVI D, STEVANOVI R, VUCKOV S, VULETI S, RUDAN P. Cancer incidence in eastern Adriatic isolates, Croatia: examples from the islands of Krk, Cres, Losinj, Rab and Pag. COLLEGIUM ANTROPOLOGICUM (1999) 23:547-556

 31. RUDAN I, RANZANI GN, STRNAD M, VORKO-JOVI A, JOHN V, UNUSI J, KERN J, IVANKOVI D, STEVANOVI R, VULETI S, RUDAN P. Surname as 'cancer risk' in extreme isolates: example from the island of Lastovo, Croatia. COLLEGIUM ANTROPOLOGICUM (1999) 23:557-569

 32. BOLAND CR, THIBODEAU SN, HAMILTON SR, SIDRANSKY D, ESHLEMAN JR, BURT RW, MELTZER SJ, RODRIGUEZ BM, FODDE R, RANZANI GN, SRIVASTAVA S. A National Cancer Institute Workshop on Microsatellite Instability for cancer detection and familial predisposition: development of international criteria for the determination of microsatellite instability in colorectal cancer. CANCER RESEARCH (1998) 58:5248-5257

 33. BUONSANTI G, PRESCIUTTINI S, RADICE P, PIEROTTI MA, BERTARIO L, RANZANI GN. Rapid assessment of replication error phenotype in gastric cancer. DIAGNOSTIC MOLECULAR PATHOLOGY (1998) 7:168-73

 34. LUINETTI O, FIOCCA R, VILLANI P, ALBERIZZI P, RANZANI GN, SOLCIA E. Genetic pattern, histological structure, and cellular phenotype in early and advanced gastric cancers: evidence for structure-related genetic subsets and for loss of glandular structure during progression of some tumors. HUMAN PATHOLOGY (1998) 29:702-709

 35. SESSA F, BONATO M, BISONI D, RANZANI GN, CAPELLA C. Ki-ras and p53 gene mutations in pancreatic ductal carcinoma: a relationship with tumor phenotype and survival. EUROPEAN JOURNAL OF HISTOCHEMISTRY (1998) 42: 67-76

 36. TENTI P, PAVANELLO S, PADOVAN L, SPINILLO A, VESENTINI N, ZAPPATORE R, MIGLIORA P, ZARA C, RANZANI GN, CARNEVALI L. Analysis and clinical implications of p53 gene mutations and human papillomavirus type 16 and 18 infection in primary adenocarcinoma of the uterine cervix. AMERICAN JOURNAL OF PATHOLOGY (1998) 152:1057-1063

 37. AMADORI D, MALTONI M, VOLPI A, NANNI O, SCARPI E, RENAULT B, PELLEGATA NS, GAUDIO M, MAGNI E, RANZANI GN. Gene amplification and proliferative kinetics in relation to prognosis of patients with gastric carcinoma. CANCER (1997) 79:226-232

 38. BUONSANTI G, CALISTRI D, PADOVAN L, LUINETTI L, FIOCCA R, SOLCIA E, RANZANI GN. Microsatellite instability in intestinal- and diffuse-type gastric carcinoma. JOURNAL OF PATHOLOGY (1997) 182:167-173

 39. PENSOTTI V, RADICE P, PRESCIUTTINI S, CALISTRI D, GAZZOLI I, GRIMALT PEREZ AP, MONDINI T, BUONSANTI G, SALA P, ROSSETTI C, RANZANI GN, BERTARIO L, PIEROTTI MA. Mean age of tumor onset in Hereditary Nonpolyposis Colorectal Cancer (HNPCC) families correlates with the presence of mutations in DNA mismatch repair genes. GENES, CHROMOSOMES & CANCER (1997) 19:135-142

 40. BAFFA R, NEGRINI M, MANDES B, RUGGE M, RANZANI GN, HIROHASHI S, CROCE CM. Loss of Heterozigosity for chromosome 11 in adenocarcinoma of the stomach. CANCER RESEARCH (1996) 56:268-272

 41. CAMPOMENOSI P, OTTAGGIO L, MORO F, URBINI S, BOGLIOLO M, ZUNINO A, CAMORIANO A, INGA A, GENTILE SL, PELLEGATA NS, BONASSI S, BRUZZONE E, IANNONE R, PISANI R, MENICHINI P, RANZANI GN, BONATTI S, ABBONDANDOLO A, FRONZA G. Study on aneuploidy and p53 mutations in astrocytomas. CANCER GENETICS AND CYTOGENETICS (1996) 88:95-102

 42. PELLEGATA NS, RANZANI GN. The significance of p53 mutations in human cancers. EUROPEAN JOURNAL OF HISTOCHEMISTRY (1996) 40:273-282

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